Alessandro Onorato

CHI SONO


Alessandro Onorato, classe 1980. Abituato a bruciare le tappe, a diciannove anni fonda una società di comunicazione con Chiara e due amici del liceo e si accaparrano i diritti in esclusiva per la gestione degli spazi pubblicitari all’interno della multisala Cineland di Ostia e, in seguito, delle principali sale cinematografiche romane. Gli affari vanno bene e l’azienda si ingrossa, entrando anche nel campo dell’editoria con il mensile free press “Ostia Città”, completato dall’esilarante allegato “Ostia Rido”. Un vernacoliere del Lido dove vizi e virtù dei personaggi pubblici della cittadina che affaccia sul mare di Roma vengono messi alla gogna mediatica. E’ il suo esordio ufficiale nella vita pubblica cittadina.

La sua grande passione è infatti la politica: la possibilità di dare il proprio contributo allo sviluppo della sua città e aiutare a risolvere i piccoli problemi quotidiani delle persone. Convinto dal progetto della “Lista civica per Veltroni sindaco di Roma” nel giugno del 2006 si candida al Consiglio del Municipio Roma XIII risultando il primo degli eletti. Un successo che lo proietta fin dalla prima esperienza amministrativa al ruolo di vicepresidente del Municipio con deleghe allo sport, alla sicurezza, al turismo e alla cultura. Campi nei quali, nei 18 mesi di durata del mandato, si distingue per le capacità manageriali e il contributo di idee innovative che riesce a realizzare. Per la prima volta propone un calendario annuale degli eventi culturali e sportivi del XIII Municipio, “Vivi13”, che rompe gli schemi imbalsamati del passato, quelli fatti di piccoli avvenimenti autorizzati ad amici e amici degli amici, e consente di portare in XIII Municipio produzioni di livello nazionale come Gigi Proietti, il Cirque de Soleil e Ballando sotto le Stelle di Gianni Ippoliti. Per una breve stagione diventa un po’ il Renato Nicolini del XIII Municipio: come l’inventore delle mitiche estati romane reinventa l’arte dell’intrattenimento colto e spensierato sul Pontile di Ostia. “Sono stati momenti di grande partecipazione e di cultura popolare, un successo che non avevo preventivato” ricorderà qualche anno dopo. Nell’esperienza amministrativa municipale, sul piano amministrativo risolve brillantemente l’annosa questione delle concessioni delle palestre scolastiche alle associazioni sportive per le attività pomeridiane, presentando anche in questa circostanza soluzioni innovative ed efficaci.
Sul fronte sicurezza, finanzia la sistemazione di piazza della Stazione Centrale delle vie limitrofe ad Ostia e di piazza Capelvenere ad Acilia. Altro risultato straordinario è la soluzione della annosa vicenda della torre Acea nel parco di via Oletta: è promotore dell’accordo tra Comune e società di gestione che prevede la drastica riduzione degli impianti e il costante monitoraggio delle emissioni.

Dopo il “discorso del Lingotto” con il quale Veltroni lancia il Partito Democratico, “un intervento dall’alto profilo istituzionale, che mette al primo posto le esigenze dei cittadini abbandonando gli arcaicismi della politica politicante” commenterà, aderisce al nuovo partito convinto dai progetti persino in parte conservatori per far uscire l’Italia dalla crisi. Alle elezioni amministrative del 2008 nuovo salto senza rete: si candida in Consiglio comunale, dove approda forte di oltre 3.600 preferenze personali e risulta il più giovane degli eletti. Combatte dall’interno numerose e intense battaglie politiche per affermare con i fatti la vocazione progressista e riformista del nuovo partito, ma ben presto che l’anima radicale e conservatrice avrebbe snaturato ogni migliore intenzione. Dodici mesi gli sono sufficienti per capire che il PD ha perso ogni spinta propulsiva e che, lasciato per strada il fondatore Veltroni, è destinato a ritornare una costola del mai tramontato PCI.

Lascia una barca ormai alla deriva e stringe un’alleanza di ferro con il presidente dell’UDC Pier Ferdinando Casini, diventando capogruppo in Campidoglio del partito centrista: “La modernizzazione del Paese, la politica della ragione, la famiglia: sono questi i valori in cui mi riconosco” commentò all’epoca del cambio di casacca.

Dal marzo del 2009, si diceva, è capogruppo dell’Udc e si contraddistingue per una capacità propositiva nell’azione amministrativa che genera non pochi malumori tra i colleghi: su tre consigli straordinari chiesti e ottenuti dalle opposizioni, due sono proposti dall’Unione di Centro su argomenti di strategica importanza come i mondiali di nuoto di Roma 2009 e il commissariamento della Soprintenda archeologica. Tra le delibere di iniziativa consiliare presentate e approvate, le più significative di cui è primo firmatario troviamo: l’intitolazione di una via alla giovanissima attivista iraniana Neda Aqa Saltan barbaramente trucidata a Teheran in occasione di una manifestazione pubblica di dissenso; la revisione della delibera comunale a sostegno delle botteghe storiche romane; la proposta di concedere ai residenti l’accesso gratuito a musei e siti archeologici. Nell’ottobre del 2009 è eletto consigliere del direttivo nazionale dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani.

Il futuro? “Continuerò nel mio impegno pubblico – dice -: una vita di impegni e di tempo tolto agli affetti e alla sfera privata. Ma è la mia passione e spero, un giorno lontano, di voltarmi a guardare gli anni passati ed essere contento per i risultati ottenuti per la mia città e per tutte le persone che hanno riposto la loro fiducia nel mio operato. Una grande responsabilità che mi auguro saprò portare a termine per il meglio”.